Religione

Ancora prima di salire al potere Mussolini aveva abbandonato l’anticlericalismo del Fascismo delle origini per seguire una politica di rispetto per il cattolicesimo e per il Vaticano. Questo rispetto da parte di Mussolini si trasformò in accordo con il Concordato e i Patti lateranensi del 1929 che sancivano la ripresa dei rapporti tra Stato e Chiesa interrotti nel 1870 con la “Breccia di Porta Pia”. Lo stato fascista concesse alla Chiesa ampi spazi al culto, all’educazione cattolica, al personale religioso in vari luoghi pubblici come la scuola, l’esercito e gli ospedali. Da un lato la Chiesa esercitò un ruolo notevole nell’ampliare e stabilizzare il consenso al regime partecipando a certe mobilitazioni lanciate dal regime, come la battaglia demografica, dall’altro la Chiesa non si integrò mai totalmente con il regime elemento reso evidente da ricorrenti crisi tra le due istituzioni.

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Anche Forlì celebrò il Concordato, significativa in tal senso è la copertina di “Forum Livii” del primo numero del 1929 che mostrava la chiesa di San Mercuriale, il cui chiostro sarò rifatto proprio durante il fascismo, affiancato da due fasci littori. La redazione della rivista raccontava in questo modo l’evento:

La nostra Forlì ha salutato con consapevole soddisfazione e con sincero giubilo l’atto di Conciliazione fra la Chiesa e lo Stato: l’atto che resterà memorabile nella storia sotto la data dell’11 febbraio 1929 – anno VII dell’Era Fascista – e sotto  il titolo di TRATTATO DEL LATERANO. Una questiona annosa e gravissima, che era parsa sin qui insolubile, è stata dunque felicemente composta, grazie al genio e alla saggezza politica del Duce, il grande uomo di Stato vaticinato da Francesco Crispi.”

Leggi tutto l’articolo qui Concordato

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Ancora prima di salire al potere Mussolini aveva abbandonato l’anticlericalismo del Fascismo delle origini per seguire una politica di rispetto per il cattolicesimo e per il Vaticano. Questo rispetto da parte di Mussolini si trasformò in accordo con il Concordato e i Patti lateranensi del 1929 che sancivano la ripresa dei rapporti tra Stato e Chiesa interrotti nel 1870 con la “Breccia di Porta Pia”. Lo stato fascista concesse alla Chiesa ampi spazi al culto, all’educazione cattolica, al personale religioso in vari luoghi pubblici come la scuola, l’esercito e gli ospedali. Da un lato la Chiesa esercitò un ruolo notevole nell’ampliare e stabilizzare il consenso al regime partecipando a certe mobilitazioni lanciate dal regime, come la battaglia demografica, dall’altro la Chiesa non si integrò mai totalmente con il regime elemento reso evidente da ricorrenti crisi tra le due istituzioni.

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Anche Forlì celebrò il Concordato, significativa in tal senso è la copertina di “Forum Livii” del primo numero del 1929 che mostrava la chiesa di San Mercuriale, il cui chiostro sarò rifatto proprio durante il fascismo, affiancato da due fasci littori. La redazione della rivista raccontava in questo modo l’evento:

La nostra Forlì ha salutato con consapevole soddisfazione e con sincero giubilo l’atto di Conciliazione fra la Chiesa e lo Stato: l’atto che resterà memorabile nella storia sotto la data dell’11 febbraio 1929 – anno VII dell’Era Fascista – e sotto  il titolo di TRATTATO DEL LATERANO. Una questiona annosa e gravissima, che era parsa sin qui insolubile, è stata dunque felicemente composta, grazie al genio e alla saggezza politica del Duce, il grande uomo di Stato vaticinato da Francesco Crispi.”

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