Palazzo del Governo

 

Il seicentesco palazzo Paulucci Piazza ebbe completato il fronte verso il Duomo dall’arch. Leonida Emilio Rosetti per interesse della municipalità che dal 1924 lo voleva adattato a nuova sede del Palazzo di Giustizia.
Nel 1933 per ordini ministeriali ebbe la nuova destinazione a palazzo del Governo e affidato alla progettazione di Cesare Bazzani che vi operò una radicale ristrutturazione cancellando gli antichi appartamenti cardinalizi.
Il giardino, su modello di quelli romani, fu concluso con delle cortine cinquecentesche, a cui faceva da fondale una grande esedra dominata dalla statua di Giunone di Publio Morbiducci.
Nel 1939, dopo la morte di Bazzani, l’architettura e gli arredi furono completati dall’arch. Italo Mancini.
Nell’appartamento di rappresentanza la sala da pranzo fu decorata dalla pittrice Maria Biseo,  con un ciclo di affreschi ispirati al mussoliniano Elogio al Pane; il salone dei Ricevimenti portava le grandi pitture murali di Francesco Olivucci, oggi occultate, inneggianti alle glorie del fascismo. Tutti i lampadari in cristallo ancora presenti  furono realizzati dalla ditta Venini di Murano.

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