Giovani a Forlì durante il fascismo

Introduzione Giovani a Forlì durante il fascismo

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Manifestazione Monumento caduti


Arch Bartolini Gioventù fascistaNell’introdurre il presente lavoro di ricerca sui giovani a Forlì durante la dittatura fascista è utile far presente che durante il fascismo, in un contesto di alto condizionamento della stampa e dei mezzi di espressione della pubblica opinione, le principali fonti ufficiali a nostra disposizione per conoscere il grado di consenso degli italiani al fascismo sono le carte prodotte dagli organi di polizia e le relazioni degli organi governativi e amministrativi periferici. Certamente meno affidabile la stampa controllata dal regime. Si tratta, quindi, di una documentazione di parte sia per ciò che concerne la stampa periodica che per quanto riguarda i documenti, ora conservati negli archivi e prodotti dagli uffici di polizia o del governo. Documenti che, per compiacere i vertici del regime, esprimono spesso una visione della realtà in cui il dissenso è minimizzato o ignorato. Da qui si origina la difficoltà di quantificare il grado di adesione, consapevole e libero, da parte degli italiani, e in particolare dei giovani, al fascismo.

Dall’altra parte è innegabile che il regime, attraverso inediti sistemi di controllo e di orientamento dell’opinione pubblica e di inquadramento e mobilitazione delle masse, riuscì a ottenere una diffusa adesione alle sue iniziative. Così, da forza minoritaria, il fascismo giunto al potere riuscì, orchestrando sapientemente violenze, intimidazioni, repressioni e blandizie ad avere ragione delle opposizioni politiche. Grazie poi a un’abile controllo delle masse, riuscì ad ottenere l’adesione di gran parte della popolazione italiana. Questo fu determinato, in particolare, attraverso la creazione di organizzazioni associative e di strumenti di mobilitazione delle masse, aventi lo scopo di controllare e indirizzare l’esistenza degli italiani, dal concepimento sino alla morte. Le organizzazioni giovanili ricoprirono un ruolo fondamentale nel disegno totalitario fascista, e rispetto a tutte le altre si distinsero per il carattere paramilitare.

COPERTINA La dottrina fascista001-bw Apri il  PDF              Op. Gioventù fascista 1 Apri il PDF

Non essendo questa la sede appropriata per una discussione approfondita sul consenso al fascismo, mi limito ad affermare che l’adesione al regime – più che al fascismo come ideologia ma allo Stato fascista e, in particolare, ai suoi istituti preposti all’assistenza – raggiunse il suo apice nel corso della guerra d’Etiopia. Negli anni successivi – com’è noto alla storiografia – il consenso e la fiducia subirono una battuta d’arresto e si assistette a una progressiva flessione, causata principalmente da un clima di disillusione dovuta alle aspettative non mantenute e da episodi e scelte politiche mal digerite, come la partecipazione alla guerra civile spagnola, l’avvicinamento alla Germania nazista e le leggi razziali. Infine, il disastroso impatto della Seconda guerra mondiale sulla popolazione fu l’elemento che contribuì in maggior misura a determinare la disillusione proprio di quelle generazioni cresciute nelle organizzazioni del regime, le quali si schierarono in aperta contrapposizione al fascismo, legandosi con ciò che era sopravvissuto delle organizzazioni antifasciste clandestine.

Modulo di iscrizione fasci giovanili di comb. Arch. Bartolini

In questo contesto la presente ricerca vuole costituire un contributo utile a far emergere la quotidianità dei giovani forlivesi nati durante la dittatura fascista, attraverso la lettura di significativi documenti editi e inediti. Le caratteristiche e la veste con cui la ricerca è qui presentata intendono restituire la parola ai diretti protagonisti, da rivedere all’interno dei contesti della scuola e delle associazioni, nei momenti di svago o di impegno. Riteniamo per questa via di aver risposto al primo dovere della ricerca storica, che consiste nella riscoperta della documentazione mettendola a disposizione dei lettori. Abbiamo, dunque, privilegiato la pubblicazione degli strumenti dello storico, cioè i documenti editi e inediti del periodo preso in esame, condividendoli con i lettori, che avranno così la possibilità di avere accesso alle fonti e poter riflettere autonomamente e in modo critico sull’argomento.

Dall’altra parte, le caratteristiche stesse del supporto informatico attribuiscono alla ricerca un carattere dinamico, in continua progressione e affinamento. Si potrebbe definire un cantiere aperto, un primo scavo nella stratificazione del passato, capace di far emergere e rivivere il ricordo e l’esperienza di quei giovani che, forse più di altre generazioni in Italia, subirono da parte del potere il tentativo di un controllo assoluto della vita, dalla nascita alla morte, in un disegno ben pianificato e definito da Mussolini stesso ‘totalitario’.

La documentazione che pubblichiamo a supporto della nostra ricerca è costituita essenzialmente da materiale edito e inedito conservato negli istituti culturali di Forlì, in particolare presso la Biblioteca comunale A. Saffi e l’Archivio di Stato di Forlì. Si tratta principalmente di materiale fotografico, di propaganda a stampa e documenti degli organi governativi della città di Forlì (Prefettura e Amministrazione comunale), nonché documenti reperiti negli archivi di altre istituzioni presenti e operanti in città. Ci è sembrato, inoltre, utile strutturare la ricerca in sezioni che ricalcassero, da una parte, le fasi temporali della crescita delle generazioni nate con il fascismo e dall’altra evidenziassero gli strumenti che il regime utilizzò per controllarle e formarne la volontà già dall’infanzia: Opera maternità e infanzia, Scuola, Opera nazionale balilla, Gioventù italiana del littorio.

Giovani fascisti e soldati

 

Arch Bartolini Giovane Italian

Benché si sia voluto dare alle singole sezioni una certa autonomia e unicità, utili a più percorsi di lettura  all’interno del sito, la ricerca si è mossa sulla base di due principali assi. La prima, che l’“uomo nuovo” fascista dovesse essere principalmente un soldato per le future guerre fasciste. A partire dal concepimento, infatti, tutto  era preordinato: dalla politica di incremento demografico, che contava sui genitori, fino alla costruzione dell’adolescente e poi dell’adulto, attraverso l’istruzione, l’educazione fisica e il controllo del tempo libero. La politica del fascismo rivolta ai giovani sarebbe stata funzionale al disegno imperialista del fascismo fattosi Stato. Il secondo asse s’integrava con il primo ed era basato sull’intento di creare un uomo a misura del fascismo. Va da sé che non sempre i risultati furono all’altezza degli intenti. Anzi, l’idea di controllare la totalità dei giovani attraverso le proprie organizzazioni, al di là di quanto affermato dalla propaganda trionfalistica del regime, sostanzialmente fallì. Falli nei numeri e nelle percentuali di iscritti alle organizzazioni; ma falli anche nell’intento più profondo di ottenere una sincera e spontanea adesione politica e morale all’idea fascista di parte dei giovani nati nel corso del ventennio. Prove di ciò se ne riscontrano anche a livello locale attraverso testimonianze di non conformismo, o di aperto dissenso, o ancora nei dati riguardanti il numero dei confinati o perseguitati dagli organi di polizia, dei licenziamenti, dei giovani partiti a difendere la Repubblica spagnola e infine, dopo l’8 settembre, nello sfaldamento, a Forlì come del resto d’Italia, del nostro esercito e dall’arruolamento dei giovani nelle file della Resistenza

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Fabrizio Monti

 Ringraziamenti e riferimenti ai fondi archivistici utilizzati:

  • Biblioteca comunale di Forlì, Unità Fondi Antichi, Manoscritti e Raccolte Piancastelli, Responsabile: Dott.ssa Antonella Imolesi, tel. 0543 712611;
  • Archivio di Stato di Forlì, Direttore: Dott. Gianluca Braschi, tel. 054331217.
  • Archivio privato Ottorino Bartolini, Forlì;
  • Archivio privato Rino Monti, Forlì.

La pubblicazione dei documenti conservati in ASFo (Archivio di Gabinetto Prefettura di Forlì bb. 331, 336 e Archivio Comune di Forlì b. 364) è stata concessa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con atto di concessione n. 6 del 22 luglio 2013 prot. n. 1352/28.34.01 (8.2), ogni riproduzione è vietata.