Il controllo del tempo libero: l’Opera Nazionale Balilla

Il controllo del tempo libero: l’Opera Nazionale BalillaComando generale Gil

Il progetto totalitario fascista prevedeva l’utilizzo di varie strategie per coinvolgere la popolazione e plasmarne il pensiero. Una tra le più importanti e molto efficaci fu senz’altro la creazione di una serie di organizzazioni entro le quali irreggimentare varie categorie sociali.

 

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Ad esempio, per i lavoratori fu istituita nel 1925 l’Opera Nazionale Dopolavoro che, ufficialmente, secondo il suo statuto: “cura l’elevazione morale e fisica del popolo, attraverso lo sport, l’escursionismo, il turismo, l’educazione artistica, la cultura popolare, l’assistenza sociale, igienica, sanitaria, ed il perfezionamento professionale”. Per le nuove generazioni nate sotto il fascismo, invece, il lavoro di manipolazione e indottrinamento fu svolto, oltre che tramite la riforma scolastica, anche con la creazione dell’Opera Nazionale Balilla. L’ente statale denominato “Opera nazionale Balilla per l’assistenza e per l’educazione fisica e morale della gioventù” fu istituito con legge n. 2247 del 3 aprile 1926, allo scopo di irrobustire l’intervento per la formazione spirituale e il controllo politico delle nuove generazioni e di proiettare nel futuro il consenso nei confronti del regime.

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L’ONB tendeva a operare tramite l’assorbimento o l’esautoramento delle preesistenti organizzazioni per la formazione della gioventù, sia laiche che – soprattutto – cattoliche, in particolare quelle scoutistiche, allo scopo di realizzare il monopolio statale in questo campo. La concorrenza con la Chiesa cattolica per il controllo delle giovani generazioni fu molto forte e creò, com’è noto, notevoli tensioni tra il regime e la Chiesa. L’ONB era articolata in due formazioni principali: quella dei Balilla in senso stretto, comprendente i ragazzi dagli otto ai quattordici anni, e quella degli Avanguardisti, dai quattordici ai diciotto anni. Data la sua funzione mirante essenzialmente alla preparazione e all’addestramento alla vita militare, l’organizzazione ebbe all’inizio una composizione esclusivamente maschile. Soltanto nel 1929 inglobò anche le organizzazioni giovanili femminili del PNF, denominate Piccole italiane e Giovani italiane, aventi una suddivisione interna per età analoga a quella dei ragazzi.

1938 avanguardista moschettiere

Le formazioni Balilla

Corpi maschili

  • Figli della Lupa: dai 6 agli 8 anni;
  • Balilla: dai 9 ai 10 anni;
  • Balilla moschettieri: dagli 11 ai 13 anni;
  • Avanguardisti: dai 14 ai 18 anni.

Corpi femminili

  • Figlie della Lupa: dai 6 agli 8 anni;
  • Piccole italiane: dai 9 ai 13 anni;
  • Giovani Italiane: dai 14 ai 17 anni.1938 avanguardisti

 I giovani di età superiore erano organizzati in altri corpi

  • Fasci giovanili di combattimento e Giovani fasciste: dai 18 ai 21 anni;
  • Gruppi Universitari Fascisti (GUF): studenti universitari e delle scuole superiori

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L‘intenzione del regime erDOC 6_pagella-anno-1942-retro (1)a quella di incanalare in associazioni sin dall’inizio tutti i cittadini di sesso maschile, in quanto potenziali soldati. L’iscrizione all’ONB rimase formalmente volontaria fino al 1937, ma già dal 1927 il regime aveva progressivamente sciolto per legge tutte le organizzazioni giovanili non fasciste, tra cui le associazioni scout, anche se molte organizzazioni che si rifacevano allo scoutismo continuarono a svolgere la propria attività in clandestinità e diedero un contributo importante, in seguito, alla lotta di Resistenza. L’unica organizzazione rimasta attiva durante il regime fu la Gioventù Italiana Cattolica, che dovette comunque ridurre le proprie attività. Questo portò inevitabilmente a registrare nelle fila dell’ONB un incremento costante di iscritti, e nel 1934 l’organizzazione inquadrava complessivamente oltre 4.300.000 elementi in tutta Italia, anche se si era ancora lontani dall’obiettivo di un inquadramento totale della gioventù italiana. Anche quando l’organizzazione fu trasformata in Gioventù Italiana del Littorio nel 1937 e l’iscrizione divenne obbligatoria, e il regime propagandava – in particolare in occasione del sabato fascista – una piena fascistizzazione della gioventù, gli aderenti effettivi non superarono mai il 50 per cento dei maschi e delle femmine delle rispettive fascie d’età.

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In ogni caso, l’ONB sembrò occupare tutti i territori collegati all’educazione extra e parascolastica e al controllo del tempo libero, sia dell’infanzia che dell’adolescenza, con particolare attenzione alle attività più consone all’ideologia fascista: l’educazione fisica, l’agonismo sportivo e l’addestramento militare. Al modello militare erano riconducibili sia l’uso di divise, sia la struttura dei reparti. Il giovane balilla indossava una divisa composta da una camicia nera, un fazzoletto azzurro tenuto da un fermaglio a scudo con l’effigie del duce, pantaloni di panno grigioverde, calzettoni di lana grigioverde, cintura a fascia nera e copricapo nero detto fez. Tanto i balilla quanto gli avanguardisti erano corpi strutturati in forma gerarchica, suddivisi in squadre, manipoli, centurie, coorti e legioni, e comandati da insegnanti scelti di preferenza tra gli appartenenti alla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. L’appartenenza all’ONB era sanzionata da un giuramento, ripetuto in varie occasioni, che rievocava un impegno da arruolato. Per garantire una penetrazione nelle fasce sociali non agiate l’organizzazione assunse anche funzioni di tipo assistenziali, la cui manifestazione più significativa fu l’attivazione di colonie estive, montane e marine, con scopi ricreativi e di salute pubblica. Di norma, le attività di addestramento e di formazione dei ragazzi inquadrati nell’ONB si svolgevano il sabato pomeriggio. L’ultimo sabato di ogni mese era considerato la giornata per eccellenza dedicata al “balillismo”: quel giorno nelle scuole rurali gestite direttamente dall’ente gli alunni, sia maschi che femmine, avevano l’obbligo di presentarsi a scuola in divisa. In tale occasione, dopo la preghiera per il re e per il duce e dopo il rituale appello all’“eroe” cui la scuola era intitolata (di solito un caduto nella Prima Guerra Mondiale o di qualche impresa squadristica), i ragazzi ripetevano il giuramento del Balilla.

Con il R.D.L. n. 1839 del 27 ottobre 1937, l’ONB e i Fasci giovanili di combattimento confluirono nella Gioventù Italiana del Littorio (GIL). La GIL ereditò, oltre alle attività dell’ONB, anche le istituzioni, le scuole, le accademie, i collegi e tutti gli immobili appartenenti alla precedente organizzazione. Compiti della GIL nei confronti dei giovani erano essenzialmente la preparazione spirituale, sportiva e paramilitare; l’insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole elementari e medie; l’istituzione e il funzionamento di corsi, scuole, collegi e accademie aventi attinenza con le finalità della Gioventù Italiana del Littorio. L’assistenza era svolta principalmente attraverso i campi, le colonie climatiche e il patronato scolastico. I giovani iscritti alla GIL erano vincolati dal seguente giuramento: “Nel nome di Dio e dell’Italia giuro di seguire gli ordini del Duce e di servire con tutte le mie forze e, se necessario, col mio sangue la Causa della Rivoluzione fascista”. 

 

Fabrizio Monti